Il mio nuovo libro MATERIA CHE SOGNA ( ED. ANIMA 2019)

IL LIBRO E’ GIA’ DISPONIBILE NELLA VERSIONE E-BOOK SCARICABILE DAL SITO DELL’EDITORE ANIMA

IL LIBRERIA SARA’ IN VENDITA DAL 23 MAGGIO

“Un testo innovativo e scorrevole, ricco di riferimenti psicologici, filosofici e scientifici, in cui l’autrice Daniela Rossi, psicologa e giornalista, accompagna il lettore a riflettere su aspetti ancora poco studiati della psiche, capacità percettive e stati di coscienza per molti ancora ammantati di un’aura magica. L’intento è quello di contribuire a risolvere l’infruttuosa dicotomia che vede questo campo di studio quasi sempre respinto a priori dalla scienza e quindi liberamente interpretato in chiave esoterica o spirituale. La tesi è che sia giunto il momento di restituire all’ indagine psicologica e scientifica quello che le compete, in modo che milioni di persone comuni, occasionali testimoni di sogni predittivi, episodi di telepatia e altri casi interessanti ( alcuni sono riportati nel testo) possano trovare considerazione e risposte scevre da fantasticherie o superstizioni, avvalorate dall’ osservazione di ricercatori, fondate sulle teorie più recenti riferite alla psiche, alla coscienza e alla materia di cui siamo fatti. Alcuni capitoli sono dedicati ai percorsi che hanno caratterizzato il pensiero occidentale e il suo approccio a questi fenomeni, altri ancora alle scoperte della fisica quantistica che, nel mondo delle particelle elementari, ha messo in discussione una visione puramente empirista avvicinandola per alcuni aspetti alla concezione orientale del mondo. Solo la scienza, rendendosi disponibile a riconoscere e valutare in modo più aperto queste esperienze tipicamente umane e a mettere in atto nuove  indagini sulla psiche, potrà mondare il campo da eccessi, credulità o malafede”.

ECCO LE PRIME DATE DI PRESENTAZIONE :

MILANO     Giovedì 30 maggio  ore 18   Libreria Cultora  Via Lamarmora 24   con lo Psicoanalista Germano Manco

TORINO      Lunedì 3 giugno ore  18  Circolo dei Lettori Via Bogino 9  con le giornaliste Donatella Actis, Barbara                                 Beccaria e la Psicoterapeuta Giuseppina Barbero

GENOVA       Mercoledì 5  giugno ore 18  Consultorio CSTCS  Via Ippolito D’Aste 7 con la giornalista Monica                                        Lanfranco e la Psicoterapeuta Irene Malaspina

LA SPEZIA  Domenica  9 giugno  ore 17,30 Libreria Contrappunto  Via Galileo Galilei 17 con Andrea Guglielmino

SANREMO   Sabato 15 giugno  ore  17  Sala del Melograno  Via Marsaglia  con Daniela Cassini

BRESCIA   Venerdì 21 giugno ore 18  Libreria Il velo di Maya  Via Rodi  73   

MILANO     Lunedì  24 giugno  ore 19    Anima Edizioni   Corso Vercelli 56

BORDIGHERA  Sabato 13 luglio ore   17,30  Libreria Mondadori  Via Vittorio Emanuele  2

PERUGIA     Sabato 7 settembre  ore 18  Libreria Cavour   Corso Cavour 79

VOGHERA   settembre (giorno da definire) ore 17,30  Libreria Ticinum  Via Bidone 20  con lo psicoanalista                                          Germano Manco

PINEROLO   Domenica 13 ottobre ore 17,30  Bookstore Mondadori  Piazza Barbieri 15  con la giornalista Donatella                              Actis

 

La recensione della giornalista Rita Guidi della Gazzetta di Parma:

In fondo è un pensiero imperfetto. Un risveglio nella grotta di Platone: qualcosa che incrina le ciclopiche mura della razionalità. Per i fisici è quell’altra frontiera (l’ultima?) che si chiama meccanica quantistica. Universo disobbediente, controintuitivo, dispettoso quanto vero a disordinare formule e convinzioni. Per tutti noi è la timida luce di una materia oscura della quale ci sentiamo parte: qualcosa che raggiunge il confine inesplorato dentro di noi. E’ lì che guarda Daniela Rossi, con questo suo ultimo “Materia che sogna” (Ed.Anima 2019). Pagine di riflessioni, documenti, pensieri. Per ricollocare (riclassificare) quell’orizzonte di eventi – dai sogni premonitori ai casi di telepatia – da sempre frettolosamente catalogati come credulonerie o coincidenze. Vagliate dalle competenze dell’autrice (artista e psicologa, scrittrice e giornalista), questa vicende assumono una luce nuova, estendono i propri confini proprio laddove la scienza muove nuovi passi incerti. Sono e restano domande, certo: la Rossi lo ribadisce con forza. Ma sono dubbi che parlano. Sgretolano quei muri arroganti che finora hanno diviso le conoscenze. Chiedono menti altre. Come diceva Primo Levi, la separazione tra cultura umanistica e sceintifica è un assurdo: “non la conoscevano Empedocle, Dante, Leonardo, Galileo, Cartesio, Goethe, Einstein, né gli anonimi costruttori delle cattedrali gotiche, né Michelangelo; né la conoscono i buoni artigiani d’oggi, né i fisici esitanti sull’orlo dell’inconoscibile”. Non la conosceva Shakespeare: “siamo fatti della materia dei sogni”…E se fosse davvero davvero così?

 

Intervista pubblicata da IL FONT a cura di Rossana Pessione e Luisa Perlo

Come e perché è passata da una scrittura narrativa ad una prettamente espositiva, saggistica?

Sono una lettrice di saggi e le storie che ho raccontato nei libri precedenti credo lo lascino intuire. Ho approfondito la psicologia dei personaggi, la  loro filosofia di vita. Può essere che il lettore non sia venuto a sapere se il protagonista era biondo o castano, elegante oppure no o come fosse esattamente l’ambiente in cui si muoveva ma ne ha conosciuti i pensieri più intimi, le motivazioni, le dipendenze, i desideri e i timori. In questo nuovo libro oltre ai contenuti psicologici e filosofici, ci sono ampi riferimenti alla fisica. Era importante affrontare un argomento tanto ampio con rispetto e cautela. Ho scritto questo libro attingendo alle mie letture nel campo delle scienze e all’esperienza come psicologa e giornalista.

Come ritiene di poter associare fisica quantistica e psicologia, due ambiti apparentemente privi di connessione?

Ho potuto farlo perché la necessità di una connessione è stata dichiarata più volte in ambito scientifico, ad esempio da Albert Einstein, del quale è noto il lato profondamente umano e Neil Turok, attualmente uno dei più importanti fisici del mondo. Il primo ha scritto che la nostra epoca è caratterizzata da meravigliosi successi nel campo delle scoperte scientifiche ma che ne’ questi ne’ le loro applicazioni tecniche possono garantirci da soli un’esistenza dignitosa se non si tiene presente la dimensione individuale e morale. Il secondo ha auspicato che tutti possano guardare il mondo come lo guardano oggi i fisici quantistici, in modo olistico e lungimirante. Secondo Turok occorre collegare le scoperte della fisica per la comprensione della realtà  con le nostre possibilità e caratteristiche di esseri umani. E’ sua anche la frase che ho scelto di inserire nell’ultimo capitolo del mio libro per il suo valore etico: “ E’ venuto il momento di mettere in connessione la nostra scienza con la nostra umanità e di far si che entrambe mirino più in alto. Se solo potessimo collegare la nostra intelligenza al nostro cuore si spalancherebbe la porta verso un futuro più luminoso”.

Quale convinzione ha ricavato in seguito alle esperienze personali che racconta nel libro?

Nessuna certezza riguardo a dimensioni che un individuo consapevole dei limiti umani non può avere la presunzione di negare o affermare. Ne ho ricavato però la convinzione che sia importante e necessario approfondire la ricerca e lo studio riguardo alle nostre possibilità percettive e ad alcuni stati di coscienza estremamente interessanti. Il progresso scientifico esige un realistico impegno per la conoscenza anche in questo ambito. Occorre lo stesso genio e lo stesso coraggio che ha avuto Freud quando ha guardato ai sogni come a un’opportunità per la ricerca in un’epoca in cui era imbarazzante anche il solo farvi riferimento.

La materia che sogna siamo noi ?

Si e per certi versi siamo ancora un affascinante mistero. La scienza studia la materia di cui siamo fatti ma non sa ancora darci risposte riguardo alla  coscienza, alle considerazioni metafisiche, al bisogno di trascendenza, alle grandi aspirazioni, alla dimensione artistica. E non è chiaro come possano i nostri processi biologici, che pure individuati singolarmente risultano comprensibili, tradursi tutti insieme in un’esperienza soggettiva coerente. La fisica quantistica ha ampliato il nostro sapere ma ha diminuito la  convinzione, che gli scienziati prima avevano, di poter arrivare davvero a capire la natura. E tutti noi abbiamo con l’intero universo un rapporto molto più strano di quanto potessimo immaginare.

Dalla recensione della Psicologa e Psicoanalista Giuseppina Barbero:

“Un intreccio equilibrato e avvincente tra racconti, esperienze di vita, teorie, commenti e citazioni. Fin dalle prime pagine ci si incuriosisce, ci si emoziona, ci si ritrova quasi senza accorgersi, a chiedersi perché noi lettori abbiamo dato così poco credito ad eventi personali liquidati velocemente come “troppo strani” per essere detti, elaborati integrati nel proprio percorso di vita e di individuazione. Ci si ritrova a chiedersi perché sia così facile negare ed escludere da se’ parti del mondo interno che potrebbero condurci ad una soggettività più serena e autentica.
Daniela Rossi non ha nuove tesi ben confezionate per le quali battersi ma propone con delicatezza desideri, immagini, ricordi, curiosità e suggestioni che offrono l’occasione di avvicinarci un po’ di più a noi stessi e agli altri come esseri fatti di una “materia” ancora poco conosciuta ma forse, proprio per questo, ancora più affascinante. L’autrice si è cimentata in una materia difficilissima da mettere in parole, in racconto o in trattazione ed è riuscita a farlo senza mai scadere in toni polemici o saccenti”

Dalla recensione dello Psicologo e Psicoanalista Germano Manco

 “Il fascino garbato di questo libro e’ che ci parla di avvenimenti che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo incontrato ma su cui raramente ci siamo soffermati a riflettere.Daniela Rossi ci invita a pensare l’impensabile e a dare forma alle apparenze a volte impossibili per la ragione. Con le sue parole non ci da’risposte ma ci pone stimoli. Vale la pena di raccoglierli, credetemi”

Recensione di un lettore (Marco Bensa -Sanremo)

C’è da aspettarsi che questo libro, a partire dalla sua prossima uscita (ora è disponibile la versione e-book), verrà autorevolmente presentato,recensito, discusso. In anteprima, quello che posso dirvi è questo: immaginate un filo teso tra fisica e metafisica e chiedetevi quale funambolo avrebbe il coraggio di camminarci, avanti e indietro, con dinvoltura (un conto è camminare sopra le cascate del Niagara come fece Philippe Petit, un altro è farlo su una fune che ha uno dei capi fissato a una sponda non altrettanto sicura). Oppure, chiedetevi quale scalatore affronterebbe d’inverno, senza chiodi e corde, la parete verticale dell’Eiger. Ebbene l’autrice si cimenta in entrambe le imprese, danza sul vuoto e si arrampica con agilità e leggerezza di free climber, sfidando la gravità e servendosi delle minime increspature che la parete rocciosa offre, per raggiungere la vetta. Da lassù si gode una splendida vista. ma le risposte alle domande di partenza, data la curvatura terreste, sono celate ben oltre l’orizzonte. Tuttavia i muscoli del corpo e della mente si sono irrobustiti nella salita, e si è corroborata la fiducia nelle proprie qualità alpinistiche, in una combinazione di razionalità, sensibilità e percezione.
“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” (o ne validi sperimentalmente la tua scienza). Dal campo base di questo verso shakespeariano si muove la coraggiosa scalata della nostra autrice. Lo stile è quello del giornalismo divulgativo che, sostenuto da fondamenti epistemologici, sorreggendosi agli appigli di numerose citazioni e riferimenti bibliografici, auspica che la conoscenza si dedichi ad un confronto più serrato con le capacità percettive, precognitive, mistiche, da intendere come altrettanti percorsi convergenti della coscienza umana. In fondo si tratta di farsi delle domande sulla stessa eterea sostanza di cui son fatti l’arte e i sogni o, alternativamente, a seconda del tipo di osservatore e del suo punto di vista, sulla stessa materia rocciosa di cui è fatta la parete dell’ Eiger. L’alternativa è continuare ad ignorare l’incitamento di Ulisse ai compagni volendo perseverare nell’abitudine a “viver come bruti”